

Eleganza e Intelligenza dipinta. Painting Elegance and Intelligence
Aghim Muka
Uno spazio e un ambiente ideali, svolti secondo immaginazione e l' insistenza della razionalità. Equilibrio, calma, armonia: le costruzioni di Brevigliero sono proiezioni, segni nitidi di circostanze e vicende in fotogrammi, di percezioni alle volte assurde ed immaginarie. Oltre il Surreale e fuori dalle mode oramai ricorrenti e scadute della fredda illustrazione grafica, ecco esempi di libere rigenerazioni sia di ogni spazio che ci appartiene, il paesaggio e l'architettura (segnati da anatomie distorte e mute), sia di quello spazio che indirettamente e involontariamente invece ci appartiene, cioè il cosmo del possibile e le ipotesi, le finzioni affascinanti della pura immaginazione. Prof Alfredo Sala

"I lati della sfera, titolo anomalo della mostra personale del villasantese Battista Brevigliero, già dice tutto sulle intenzioni rivoluzionarie dell’artista, per e nella storia dell’arte contemporanea. Detti lati, ancorchè virtuali, sono gli occhi del pittore che secondo il dettato Meidegger si guarda intorno per cogliere gli aspetti anacronistici e i connubi più imprevisti con il mondo circostante. Scruta e riscruta, con una buona dose di memoria ancestrale, l’artista ci pone di fronte a monumenti o a simulacri di vestigia classiche, a illusori paesaggi (ma reali nella conoscenza di Brevigliero), ci raffigura con impareggiabile eleganza formale una Venus non statuaria, ma invece dotata di moto a dir poco cinematografico. Anzi, la venere-afrodite "anadiomene" è una domina, una "Mater Matuta" che si inserisce bellamente nell’arcano significato delle varie situazioni romantiche e pittoriche. A completamento della bella serie di visioni e nell’economia dell’opera, polimorfi mosaici, ricchi di tonalità cromatiche e di pregnanza poetica, operano anch’essi a pro’ del significato compositivo e dell’ ars creandi dell’ autore. Blu e verde si alternano con un equilibrio sostanziale, poichè Brevigliero dona il proprio animo alla sobria marina, ai cieli incantati, a ciò che, in una parola, è creato e a ciò che ama coscientemente. Sta di fatto che, pur modernamente vicino alla maniera del surrealismo, non contempla in sé le primitive leggi iniziali di maestri quali, per esemplificare Magritte, Dalì, o ai precursori come Boch, Graf o l’Arcimboldo, segue invece il pensatore Pascal, il quale contrappose all’ esprit de gèometrie l’esprit de finesse. E Breton aggiunge che "il meraviglioso è unica fonte del legame eterno fra gli uomini"; la rivoluzione dell’arte moderna passa anche per questa via, come lasciò scritto il papà del surrealismo, per cui reale e virtuale, passato e futuro, vita e morte, finiscono per apparire concepibili non più come contrari ma come sinonimi. Più poetico di Masson o di Ernst, si parva licet con quel che segue, Brevigliero si impadronisce, con rapidissimi travestimenti di significati, dello sforzo artistico per creare una nuova dimensione più veritiera nel poetico svolgersi e nella creazione di opere che, difficilmente si possono dimenticare. Non divertimento quindi o vacanza erotica, ma invece sono nel fare del pittore prove inequivocabili di indubbia intelligenza, di sottile perizia tecnica, di incredibile fertilità rappresentativa, insieme, è ovvio, con un prodigioso senso di mistificazione. Renato Tomasina.
La storia dell' arte è composta di molte pagine, alcune sono famose, altre si sono perse o, forse meglio, sono state dimenticate. Compito di ogni artista è recuperare qualcuna di queste pagine e nel caso di Battista Brevigliero tale operazione appare ricca e interessante. La lezione della pittura dell’ Umanesimo con i richiami ai grandi, quale Botticelli, dà ai suoi quadri l’ atemporalità, il non essere del tempo come dimensione universalizzante. La metafisica, facile pensare a De Chirico!, diventa strumento di geometrizzazione con l’ abbondanza di archi, ellissi, quadrati: la natura è un libro matematico che porta all’ infinito e infatti i suoi quadri hanno spesso una notevole profondità. Centrale è la grande lezione del surrealismo novecentesco che garantisce con i suoi simboli, la donna e il cavallo sopra tutti, quella componente fondamentale dell’arte che è il fantastico, in questo caso nella sua dimensione più spiccatamente onirica. Infine la lezione del realismo in Battista Brevigliero è bagaglio tecnico, cioè accostamento cromatico capace di suscitare emozioni e, per alcuni aspetti, provocazioni. I rossi e i blu giganteggiano come macchie di una storia, quella dell’ arte, che è lavoro individuale proprio perché affonda le sue radici nel lavoro dei grandi del passato. Felice Bonalumi